Semiologia- Una storia

 

 

Ferdinand_de_Saussure

Ferdinand de Saussure

La semiotica è lo studio dei segni e, in quanto tale, è una disciplina che abbraccia praticamente ogni ambito della nostra vita poiché questa è scandita molto spesso da convenzioni basate sui segni; per esempio, tutti noi sappiamo che il rosso al semaforo indica stop o che quando sfreghiamo il pollice con l’indice intendiamo riferirci al denaro.
La semiotica moderna si fonda sulle teorie dello strutturalismo, un movimento intellettuale nato intorno agli anni ’60 del secolo scorso. Tra i nomi più illustri di questa disciplina ricordiamo Ferdinand de Saussure, Roland Barthes e il nostro Umberto Eco recentemente scomparso. I primi due, in particolare, ne sono stati i pionieri: Saussure sviluppò e applicò i principi della semiotica, o semiologia, alla linguistica mentre Barthes estese queste idee a tutti gli altri ambiti in cui si può ravvisare una relazione tra parole, immagini e concetti.
Saussure era un professore universitario svizzero e i suoi corsi erano così innovativi che gli studenti pensarono di raggruppare e organizzare gli appunti in un libro postumo, il famoso “Corso di linguistica generale” in cui si analizza il complesso rapporto che c’è tra significante (per es. i cinque segni g-a-t-t-o) e significato (piccolo felino) che alcune comunità in un certo tempo stabiliscono per convenzione dando origine al segno.
Barthes, come detto, estese le idee di Saussure a vari ambiti della vita quotidiana analizzandone alcuni per dimostrare che le connotazioni e le associazioni considerate “ovvie” sono state, in realtà, accuratamente costruite.
L’assunto fondamentale della semiotica è considerare il linguaggio come un sistema di segni e, come tale, può essere rappresentato in un diagramma dove l’asse delle ordinate contiene le singole parole e quello delle ascisse le combinazioni tra queste e, quindi, le frasi.
Questa disciplina utilizza diversi termini specifici per definire le varie componenti del sistema linguistico; ricordiamo, per esempio, “denotazione” che indica il significato comune, ovvio che viene normalmente attribuito al segno. La “connotazione” è, invece, la carica psicologica che può trasformare quel significato oggettivo in molti altri diversi soggettivamente.