Alimentazione del bambino dopo il primo anno di vita

 

 

Il dubbio che assale i neogenitori quando il loro piccolo compie il primo anno di vita e ha concluso lo svezzamento, è cosa fargli mangiare. Sulla questione si è dibattuto tanto nel corso dei decenni. Nuove teorie hanno soppiantato vecchie un tempo spacciate come verità assolute.

Dobbiamo dire che sulla questione, ancora oggi non esistono verità assolute ma una serie di pareri scientifici che gli stessi esperti invitano a non prendere come dogmi. Si tratta di indicazioni più che di regole ferree.

Sappiamo che lo svezzamento inizia dopo il sesto mese di vita del neonato: fino a quel tempo è bene che il piccolo si alimenti di solo latte materno. Dopo il sesto mese la dieta può variare poco a poco ma è consigliabile fin da quel momento introdurre tutti gli alimenti, dunque, anche uova, pomodoro e pesce, un tempo dati al piccolo solo quando aveva superato i primi 14/15 mesi di vita per timore di allergie.

Oggi la scienza ci dice che proprio un’alimentazione variata (sempre dopo i 6 mesi) diminuisce il rischio che il pargolo sviluppi intolleranze alimentari. Dar da mangiare un po’ di tutto al bambino, significa educarlo all’alimentazione perché è durante lo svezzamento che il neonato acquisisce il senso del gusto e impara ad apprezzare il sapore del cibo.

È sbagliato pensare che per il piccolo bisogna cucinare a parte: deve mangiare le stesse pietanze degli adulti a patto che siano semplici e salutari. Questa regola, è bene sottolinearlo, non vale solo per il neonato ma anche per gli adulti.

Un esempio di cosa dovrebbe mangiare un bambino dopo il primo anno di età, è il seguente: a colazione latte materno, latte vaccino, di crescita o yogurt, magari con un biscotto poi pranzo e cena che possono essere identici a quelli del resto della famiglia. Sarebbe consigliabile usare cibi biologici. Quanto alle quantità, va lasciato che il pargolo si autoregoli, senza insistere quando non ha più voglia di mangiare.